Buchi in Testa

Dossier a cura di Dean Ramsey

Operazione “Hole in head”

Oggetto: una serie di suicidi dall’iter analogo; tutte le vittime sono state ritrovate con un buco in testa. Non sempre di proiettile ma anche di trapano e cacciaviti. Pochi testimoni dicono che i suicidi prima di ammazzarsi imploravano di far “smettere le voci”. Dall’autopsia tutto sembra riconducibile ad un qualche strana sostanza allucinogena,ma sicuramente non è la classica droga.

Sospetti: c’è motivo di sospettare che questa sostanza faccia parte della serie di droghe di recente in circolazione nel mondo sovrannaturale perché in grado di migliorare in modo innaturale le percezioni (un esempio è la Psycodrina).
Non solo ma pare che dietro a questo commercio ci sia un’organizzazione. Non chiedetemi il nome, non ne ho idea.

Obiettivo: inutile dire quale sia l’obiettivo ottimistico di questa missione. L’organizzazione ha dimostrato di essere un soggetto estremamente rischioso per la preservazione del segreto e l’incolumità degli abitanti di New York. I suoi mezzi, potenti e poco ortodossi, vanno assolutamente contenuti.
A breve termine però mi acconteterei di trovare la fonte dei suicidi e di farla cessare: la polizia è disposta ancora per poco a credere che i suicidi seriali siano frutto di una coincidenza.

Fonti: Ray Jhonston, coroner del Detecrive Bureau. Lui è uno dei locchi più ammoscati su New York. Ha inserito questo caso in quel suo fantastico dossier di fatti curiosi.

Luoghi: il primo punto di partenza può essere l’ambiente della criminalità italiana( Marsala Marina). Quello della Psycodrna è un mercato di cui si sono occupati in passato, prendendoci delle discrete “batoste” aggiungerei.

Buchi in Testa

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