Chasing Shadows

Sessione 24/11
Nella mente di Rachel

Al principio vediamo una stanza con un percorso di addestramento militare. Alcuni dettagli, tra cui un poster celebrativo della missione di Laika, ci fanno capire che probabilmente ci troviamo nella Germania Est alla fine degli anni ‘50. Una bambina (Rachel) affronta il percorso, facendo un ottimo tempo. Il militare che è con lei nella stanza si complimenta, e lei gli risponde chiamandolo papà. Lui risponde: “Non sono io tuo padre, è lui”, indicando noi, che ci troviamo in una stanza adiacente e vediamo Rachel attraverso un vetro. Accanto a noi c’è uno scienziato che ci chiede cosa ne pensiamo dell’esperimento. Poi la scena si dissolve, noi rimaniamo da soli nella stanza spoglia.
Facciamo alcuni tentativi di plasmare la “realtà” che ci circonda: scopriamo che con grande forza di volontà possiamo ottenere quello che desideriamo ma con alcuni limiti, non possiamo scombinare radicalmente questo piano.
Improvvisamente ci ritroviamo in un bosco ad assistere alla nascita dell’HRI da parte di Daniel che specifica la strana scelta del luogo per l’evento in quanto questa nuova organizzazione avrà un approccio diverso con il soprannaturale: conoscerlo, non solo combatterlo.
Altro cambio di scena e siamo in camera di Rachel, lei è al computer e sta chattando con un certo 8Ball, nickname che appartiene al suo trombamico Sean. Poco dopo infatti sono a letto a spassarsela.
Charles prova a toccare il cuscino e notiamo che Rachel si accorge improvvisamente di lui e rimane scombussolata, allora Dean le cancella la memoria degli ultimi secondi. Alla fine del rapporto iniziano a litigare perché Sean non condivide i modi dell’HRI e anche noi cerchiamo di dare man forte alle sue argomentazioni.
Qui il gruppo si divide: Charles, Dean e Ma’a seguono Seanl che sta uscendo, Jia resta in camera a leggere dei fascicoli e Chris si avventura giù per delle scale apparse in una culla per neonati.
Il gruppo di Charles si ritrova al funerale di Dresner e continuano a discutere con Rachel dell’argomento HRI = Male.

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Sessione 17/11

Siccome ci pagano ad ore, decidiamo di andare subito a prendere Rachel.
La prima cosa è andare a trovare Tisennel, proprietario del pub dove avrà luogo l’azione; opportunamente oliato, si mette a disposizione senza difficoltà.
Secondo, Charlie chiama Rachel, le accenna di voler (forse) passare all’ HRI e le da appuntamento immediatamente nell’apposito locale (che si chiama Il Topo Bianco).
Charlie entra e Rachel è già là; nei dieci minuti successivi noialtri (c’è anche la Eva) arriviamo alla spicciolata; Tisennel ci fa presente che il bersaglio è venuta scortata da un tipo, ma al segnale convenuto Ma’a li stende entrambi senza difficoltà. Regolata la situazione col nostro ospite, ce ne andiamo – il tipo viene abbandonato nella neve (no, vabbè, si chiama il 911), tutti gli altri si ritrovano all’albergo da cui eravamo partiti, chi più, chi meno privo di conoscenza.
Eva comincia subito a provare di forzare la testa di Rachel. E’ un osso duro, e i primi tentativi vanno a vuoto, ma con alcuni accorgimenti, e con l’entusiasta e spontanea collaborazione di tutti i presenti, ce la si fa.
Inizia così un affascinante tour della mente della non-consenziente Rachel (nella prossima puntata!).

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Sessione 10/11

Mentre siamo in macchina, di ritorno dall’incontro con Rachel, apprendiamo dalla radio che c’è stata una strage al St Elizabeth Hospital. Sospettoso, Dean contatta Eva, che è effettivamente evasa e accetta di incontrarci in un albergo.
Prima di ciò, Charlie va a trovare Natalie per metterla in guardia, ma ottiene di farla preoccupare assai, tant’è ch’ella se ne fugge in tassì.
Eva ci spiega che intende prendere d’assalto l’ HRI senza tante storie per salvare la sorella (secondo me è un po’ matta). Noi tenderemmo ad essere un poco più prudenti. Troviamo un compromesso: attireremo Rachel con la scusa che Charlie ha deciso di tradirci per salvare Natalie, la cattureremo (Rachel, non Natalie) e le faremo lavare il cervello da Eva in modo che (liberi Loren e) distrugga insospettabilmente la sua organizzazione dall’interno.

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Sessione 31/10
Il senso di mettere una tagline se tanto non compare da nessuna parte? Me lo spiegate?

Finito l’interrogatorio di Jason Levine, proseguiamo con quello di Loren Hunt.
Loren ci racconta di aver aderito all’HRI con sincera convinzione, condividendone l’obiettivo (la caccia). Ma, mentre l’organizzazione ragiona su grande scala, lei porta avanti la missione anche cacciando singole minaccie; come quando ci ha aiutato con i Trichael.
Insieme alla sorella Eva, le due sembrano avere un piano che comporta l’infiltrazione e la sottrazione di informazioni all’HRI. Vorrebbero, o avrebbero voluto, che il nostro gruppo si tenesse in disparte, aspettando, forse anche mesi, di ricevere nuove indicazioni da parte loro.
Mentre decidiamo sul da farsi, i due prigionieri scappano grazie ad un teletrasporto. Dal canto nostro, decidiamo, per ora, di disinteressarci dell’organizzazione, aspettando che si abbassi l’attenzione e l’arrivo di eventuali notizie dalle sorelle. Per precauzione andiamo a passare la notte (che ormai è il giorno successivo) al quartier generale degli Harlem. Al risveglio siamo contattati da Rachel, che vuole incontrarci.
Ci troviamo da Starbucks nel tardo pomeriggio. Rachel ci racconta che gli unici grossi progetti dell’HRI sono quelli riguardanti la Psycodrina e Numero 1. Ci dice anche che preferirebbe non entrare in conflitto con noi, se possibile, ma vuole sapere le nostre intenzioni. Noi riferiamo – omettendo che pensiamo di tornare a occuparci di HRI in futuro. Come ‘cauzione’ ci chiede di farle il nome di un nostro caro da uccidere se dovessimo intralciare di nuovo i suoi piani, ma noi non ci prestiamo. Rachel sceglie allora Natalie Scott.

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Sessione 20/10
Sopra e sotto Williamsburg Bridge

La raffica partita dal SUV fa fermare la macchina di Charlie, ma noi rispondiamo al fuoco e i nostri (tre) avversari sono già fuori combattimento ancora prima di avere il tempo di accostare.
Dean ne uccide uno, cancella la memoria ad un altro e poi chiama Dina Hawk per farci venire a prendere; il terzo assalitore viene fatto prigioniero. Il nostro passaggio arriva quando già si sentono in lontananza le sirene, portandoci in salvo per tempo.
Nel frattempo, nell East River, Ma’a raggiunge Loren Hunt, la stordisce con un pugno alla testa e la trasporta fino a riva. Là il resto del gruppo lo raggiunge e torniamo tutti all’agenzia.
Procediamo subito coll’interrogatorio del primo prigioniero. Questi si dimostra poco reticente, ma il suo coinvolgimento con l’HRI sembra essere più che altro di carattere operativo. Ci racconta del suo reclutamento e ci indica la base operativa dell’organizzazione. Dimostra chiaramente di essere innamorato della Hunt, che è anche la sua diretta superiore.

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Sessione 15/10
A Bridge Too Far

Gli agenti HRI, sempre con la trasmittente addosso, si allontanano a bordo di un SUV nero, diretti verso Brooklyn. Noi li seguiamo a prudente distanza ma, quando siamo sul Williamsburg Bridge, Xué Jia, che è alla guida, sviene per qualche secondo, costringendoci a accostare. In quel momento veniamo accostati da una motociclista che ci taglia la strada sparandoci addosso. Noi rispondiamo al fuoco e rapidamente la costringiamo a darsi alla fuga, tuffandosi nell’East River. Ma’a Jaha si getta all’inseguimento.
Noialtri riprendiamo l’inseguimento in macchina, ma ci accorgiamo subito che la trasmittente sta girando a vuoto per Brooklyn. Non facciamo in tempo ad arrivare in fondo al ponte che ci affianca un altro SUV nero, da cui parte una scarica di 5.56.

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Sessione 6/10
Serata a SoHo

Torniamo ad occuparci del caso di Duncan Ellis e della Psycodrina.
Tramite ricerca sui social network, e grazie ad una divinazione di Chris, troviamo il locale dove KS, il ragazzo che ha fatto provare la droga a Duncan, passerà la serata.
Chris, Charlie e Dean si appostano dentro il locale, mentre Xué e Ma’a aspettano in macchina poco lontano. XS non si fa attendere molto. Charles nota che, oltre a noi, c’è un’altra coppia di loschi avventori che lo tiene d’occhio.
Per avvicinarlo senza essere visti, con una piccola opera di telecinesi Dean gli versa addosso una bevuta, e Charles lo raggiunge in bagno. Qui gli spiega che dei loschi avventori lo tengono d’occhio e gli suggerisce veementemente di lasciarsi proteggere danna nostra benemerita agenzia, ma esagera con la veemenza e il ragazzo fugge terrorizzato a chiedere aiuto al gestore del locale, che chiama la polizia mentre lo tiene al sicuro nel retrobottega.
All’arrivo degli sbirri, Chris fa scattare l’allarme antincendio. Nella confusione generale, Charles riesce a uscire dal locale senza essere riconosciuto (si teletrasporta), mentre Dean mette un trasmettitore addosso ad uno dei loschi avventori, a cui aveva precedentemente letto la mente scoprendo trattarsi di un membro dell’HRI.
Non siamo riusciti ad avvicinare lo spacciatore, ma a questo punto il problema sembra essere stato bypassato.

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Sessioni 26/09 e 1/10
Il Dio Tempesta

Il piano per scacciare Atalak consiste nell’appostarsi sull’edificio tre del WTC per svolgere i rituali necessari, in particolare un rituale di volo ed un altro per spezzare la connessione della divinità col Piano Astrale, sperando anche di attirarne l’attenzione su di noi. Entrambi vanno a buon fine, e sopra di noi si scatena una tempesta straordinaria, ma Atalak non si fa vedere.
Decidiamo spostarci in volo sopra l’edifico uno. Là, preceduto da lampi e tuoni, lo spirito ci raggiunge attraverso le nuvole e si scatena lo scontro, che è molto rapido: con un grido Atalak scompare. Da parte nostra i danni sono stati molto contenuti.

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Sessione 23/9
Nella casa di Tom Bombadil

La riunione prosegue senza Charlie, colto da improvviso malore.
Decidiamo di occuparci del caso Winter is coming, e l’indomani andiamo a visitare Charles Kingsley a Sing Sing per scoprire i dettagli del rituale che ha usato per evocare Atalak – un rituale di sua invenzione che non abbiamo speranze di trovare sui libri.
L’incontro è proficuo e Kingsley non ha difficoltà nel rivelare apertamente tutti i particolari; ritiene infatti di aver già raggiunto il suo scopo portando la “questione sovrannaturale” all’attenzione dei media mainstream.
Chris ha abbastanza elementi per cominciare a preparare il rituale che cancellerà l’evocazione, ma questo – secondo Kingsley – potrebbe non bastare, tanto Atalak si è ormai legato al Piano Materiale. Ad ogni modo il rituale dovrà svolgersi sulla cima di un edificio molto alto, all’aperto, dove saremo vulnerabili. Dobbiamo quindi preparaci a combattere, e per questo ci procuriamo dell’ossidiana (il punto debole di Atalak).
Martin Morrison ci “presta” una spada e un pugnale, mentre per le munizioni ci rivolgiamo all’Arrotino. Dopo averlo attirato con della musica e dei simboli magici, ed esserci intrattenuti in una piacevole conversazione, otteniamo quello che chiediamo in cambio di un gatto e dei nostri telefoni (le cui rubriche abbiamo preventivamente copiato).
Ora resta da decidere su quale grattacielo salire e che precauzioni prendere.

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Sessione 2/9
When Duncan meets Dean

Finito l’incontro con Frank Marshall, Charlie, sollecitato dal suo mentore Edward Ellis, si reca nel Queens a fare visita a Duncan Ellis. Duncan sembra avere problemi di droga in questo periodo, ma la situazione è più complicata: ha preso della Psycodrina, che gli ha indotto dei poteri ESP. Nel corso di una seduta d’ipnosi Charlie scopre alcuni dettagli su come, dove (al Beastly Night) e da chi Duncan ha ottenuto la droga.
Ma’a e Chris vanno da Shaft a riferire gli eventi della notte precedente; per ora la patata bollente resta agli Harlem.
Xué va a fare delle ricerche in biblioteca. Tutto indica che l’attacco del demone sia stato casuale, probabilmente lo spirito è stato attratto dalla cicatrice, come spesso accade. Indaga inoltre su Charles Kingsley e scopre che i suoi omicidi erano finalizzati all’evocazione della divinità Atalak, responsabile delle pessime condizioni meteo sulla città.
Il mattino successivo ci troviamo tutti alla Supernatural Superserious, anche Duncan. Questi dapprima è turbato dalla presenza di Dean, che è costretto ad abbandonare il colloquio. Calmatosi, Duncan si rende disponibile ad aiutarci e chiede insistentemente di essere aiutato a sua volta. Preoccupato perché l’HRI possa sorvegliare Duncan per studiare gli effetti del farmaco, Charlie lo porta in un posto sicuro.
Al suo ritorno ci accingiamo a decidere cosa fare da qui a venerdì, giorno in cui andremo in cerca dello spacciatore di Psycodrina.

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